Magistratura

gen 252012
 

Ora tutti si danno da fare per la salvezza di Venezia…

Il Comune ha deliberato che entro 18 mesi si dia al via un indagine sull’impatto delle grandi navi sulla laguna , sui monumenti e sulla salute pubblica … chissà che fine avranno fatto gli esposti e le denunce fatte da noi dell’ex Comitato di Salute Pubblica a Venezia nello scorso decennio.
Notizia di oggi … richiesta dell’Unesco per dare una “stretta ” al passaggio delle navi in Bacino San Marco
http://www.unesco.org/new/en/venice/about-this-office/single-view/news/unesco_calls_for_restrictions_on_cruise_line_traffic_in_venice_following_costa_concordia_disaster-1/
… anche loro ci ignorarono dieci anni fa…
Vedo tanta ipocrisia… tutti a dimenarsi per diventare i salvatori della città… forse perchè ci saranno tanti soldini per l’escavo del canale e per la realizzazione del terminal di Malamocco?
Andrea Baso

 Posted by on 25 gennaio 2012 at 17:46
lug 112000
 

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All’Arma dei Carabinieri, Comando Provinciale della Compagnia Venezia.

Venezia, 27 marzo 2000

Io sottoscritto Umberto Sartori, nato il 7 luglio 1953 a Venezia, ivi residente in Dorsoduro 604, tel 0410993941, mobile +393489298579, posta elettronica umbertosartori@veneziadoc.net, *

segnalo e denuncio quanto segue:

nel corso dei lavori di manutenzione della fondamenta dei Tolentini ultimati circa un anno or sono, furono asportate e sostituite con nuovi manufatti numerose colonnine-parapetto in pietra d’Istria in buone condizioni. Furono altresì lasciate in opera, malamente rabberciate, colonnine gravemente sbrecciate o addirittura spezzate in uno o più punti.

Tale intervento, unitamente ad altri pertinenti svariati elementi dell’arredo urbano della città di Venezia (ponti, fontane, trachiti di pavimentazione ecc.) fu ed è oggetto di vivaci proteste da parte della Popolazione e di Associazioni, culminate in questi giorni con una mostra documentaria riccamente illustrata, allestita presso la sala San Leonardo a Cannaregio dal 24 al 31 marzo 2000.

Trovandomi a passare per la fondamenta Tolentini il pomeriggio del 25 c.m. ho potuto notare che le colonnine rabberciate (oltre una decina) erano da ignoti state nuovamente spezzate, unitamente ad alcune di quelle sane, con grave danno per l’intera protezione di sponda che risulta disancorata dal suolo per gran parte della sua considerevole lunghezza.

Ho altresì osservato che nel canale corrispondente staziona una barca in ferro targata 6V30290 dotata di braccio meccanico impiegata nei lavori di rifacimento della fondamenta opposta (dalla quale, sia detto en passant, sono state asportate tutte le trachiti e le colonnine).

Segnalo e denuncio inoltre:

che gran parte dei manufatti in ghisa e in ferro che sono stati rimossi dalle loro collocazioni per sottoporli a restauro non sono stati ricollocati, malsì sostituiti con copie di fattura indecente dal punto di vista tecnologico, nonché indecorosa per la Tradizione e l’estetica di questa città.

Cito a esempio e per una prima verifica a vista della veridicità di quanto affermo il ponte della Donna Onesta (nei pressi dell’Università di Ca’ Foscari), la fontana in piscina Venier (zona Accademia) e la fontanella in calle larga San Girolamo (Case Nuove). Queste due ultime presentano ora parti in ottone che erano state occultate con una verniciatura nera, trattandosi probabilmente di metallo più facilmente fusibile del materiale ferroso originale.

Chiedo pertanto:

Che vengano sottoposte a sequestro cautelativo e vigilanza tutte le opere di arredo pubblico recentemente restaurate per impedire che, con l’acuirsi dell’attenzione da parte dell’opinione pubblica locale e internazionale su questo problema, possano venir effettuate azioni volte a occultamento e/o manomissione delle prove, come sembra poter essere il danneggiamento della riva dei Tolentini che dovrà ora essere rimossa in quanto pericolante.

Che si avviino indagini approfondite sulle ragioni dell’asporto di opere fisse, sulle tecniche impiegate e sulla destinazioni degli originali, con particolare riguardo all’enorme numero di trachiti di pavimentazione sostituite con succedanei.

Allego breve estratto della documentazione fotografica attualmente esposta nella mostra allestita in sala San Leonardo e foto dello stato attuale delle colonnine dei Tolentini.

Segnalo la presenza sul sito Internet http://www.artit.net/venezia (visitabile con il browser MSIE 4 o superiore) di ulteriore dettagliata documentazione e rimango disponibile per i sopralluoghi del caso e per condividere ogni ulteriore informazione e documentazione in mio possesso.

* I miei dati di recapito sono stati aggiornati agli attuali.
Il materiale Web è attualmente accessibile dal sito http://veneziadoc.net, menu Archivio Ourvenice

lug 102000
 

I rapporti tra il Comitato Spontaneo per la Difesa di Venezia e la Magistratura veneziana iniziano con un esposto (cui segue a breve termine una denuncia) presentato dall’ing. Lino Pavan che verte sulla sparizione dei 14.000 masegni dall’insula degli Ormesini.

L’ing. Pavan, prima del pensionamento, aveva ricoperto incarichi di rilievo precisamente nel settore dei lavori pubblici. I suoi atti giudiziari sono molto tecnici e circostanziati, la sua conoscenza di specifiche e contratti d’appalto è professionale, e le contravvenzioni ai capitolati d’appalto che rileva sono ben documentate.

In seguito a queste denunce, l’apparato esecutivo dello stato avvia indagini per mezzo di un vigile urbano distaccato presso la sede della Procura. Questo viglie raccoglie parte del materiale collezionato dal Comitato e interroga alcuni dei suoi promotori, fra cui il sottoscritto.

Personalmente, esco dal primo colloquio con questo vigile con la sensazione (un ammicco di qua, un’allargare di braccia di là…) che l’apparato giudiziario non possa o non voglia affatto intervenire in una questione che coinvolge interessi partitici tanto rilevanti. La sensazione si preciserà nel corso di seguenti incontri con l’investigatore, che si fà di volta in volta meno partecipe del problema, con silenzi e risposte vaghe alle domande rivolte dai membri del Comitato.

La sensazione diviene realtà con la decisione del magistrato incaricato di archiviare esposto e denuncia.

Nel frattempo, ho a mia volta presentato denuncia per il raid vandalistico contro le colonnine in pietra d’Istria di fondamenta dei Tolentini, che a mio modo di vedere è volto a far sparire le prove del furto e sostituzione di numerose colonnine. Proprio in quei giorni l’evidenza di quel malaffare veniva mostrata nel corso di un’esposizione allestita dal Comitato.

Questa denuncia era corredata di ampia documentazione fotografica, più ampia di quella che presentiamo in questo sito, e manifestava anche il pericolo per i passanti costituito da una pesante recinzione in pietra e ferro resa barcollante dal danneggiamento.

Naturalmente, prima di esporre i fatti alla magistratura, avevo effettuato tentativi di interessare la Sovrintendenza ai beni architettonici di Venezia, con rapporti dettagliati e documentazione fotografica, senza ricevere alcuna risposta ufficiale ma solo alzate di spalle.

La denuncia per lo scandalo dei Tolentini