Storia di Venezia

ott 172013
 

LA CANZONE DEL FABBRO FERRAIO

…”Curva la fronte – le braccia nude,
desto coi primi – raggi del sol
batto il martello – sopra l’incude,
poiché la fiamma – lo rammollì”

…”questa mia vita – dura a vederla,
forma m’accresce – mi dà piacere,
questo sudore – che il crin m’ imperla,
è la corona – del buon artier.
Picchia o martello – squilla sonoro,
Viva l’ Italia – viva il lavoro”…

mar 122012
 


L’Orazione del Gonfaloniere di Perasto all’atto di ammainare e occultare l’ultimo Gonfalone della Libera Repubblica di Venezia, invasa e saccheggiata dalle monarchie europee per mano di Napoleone Bonaparte, 1797.

A Cristiani e Veneziani ricordo che non esiste tomba da cui non si possa o non si debba risorgere.
Consulta l’articolo di Carlo de Paoli per contestualizzare il filmato.

feb 072012
 
La fontana in campo Santa Margherita

Ho il privilegio di catalogare un vasto archivio fotografico che non è stato ancora del tutto esplorato, ma che potrebbe coprire il periodo tra gli inizi del 1900 e forse il 1950. Sono migliaia di negativi su lastre e pellicole di vario formato, dal 35 mm. al 18×24.
Questo archivio fu donato alla fine degli anni ’50 dai proprietari a quello che allora era un bambino di pochi anni.
Pur non essendo un esperto di fotografia quel bambino subì il fascino di tutte quelle scatolette contenenti figurine misteriose, trasparenti e taglienti. Crescendo, comprese che quelle immagini, pur poco leggibili perché negative, contenevano una lunga memoria della Venezia dei tempi di suo padre e di suo nonno. Quel bambino amava Venezia, e con Venezia tutte le cose belle e misteriose. Così ha conservato intatti quei ritagli di storia trasportando per quarant’anni decine di scatole fragili e preziose attraverso le non poche traversie e trasferimenti della sua vita.
Costretto come molti all’esilio da Venezia insulare, quelle scatole sono diventate un suo sorriso interiore, forse anche un bagaglio di anestetico per la nostalgia.
Poi ci siamo incontrati. Io che mastico di fotografia da quando avevo sedici anni e lui che da quaranta guarda le sue lastre cercando di distinguerne il soggetto spiando la luce riflessa sull’emulsione.
La tecnologia digitale ci permette di affrontare l’impresa di creare un catalogo di positivi e lo stiamo facendo.
Sono autorizzato a pubblicare le immagini che possano in qualche modo supportare la causa repubblicana di Venezia, e oggi ne ho trovata una.

COM’ERANO GENEROSI I VENEZIANI!
La fontana in campo Santa Margherita
La fontana in campo Santa Margherita com’era negli anni attorno al 1930 e com’è oggi.

Com’erano generosi con l’acqua, i Veneziani. Ben quattro getti di questo elemento essenziale a Venezia come a ogni forma di vita.
Ed erano moltissime le fontanelle gorgoglianti in città. Oggi invece da quella fontana esce un solo rivolo esiguo, e le sue sorelle sono mute o colano acqua sufficiente a malapena per nutrire magre barbe muscose.

Eppure conoscendo la fisica nulla si crea e nulla si distrugge… L’acqua non può evaporare nel cosmo, ci hanno sempre insegnato che compie un ciclo perenne… E allora dov’è andata l’acqua che faceva brillare le fontane di Venezia?
Forse, come lo spirito di Orlando, è prigioniera di una bottiglia, anzi di milioni di bottiglie che chiedono un riscatto per liberarla.
Del resto, nella mente ottusa dei barbari occupanti le città, se un’automobile per funzionare ha bisogno della benzina, e la benzina si vende, come non si dovrebbe vendere l’acqua, e assai più cara della benzina, dato che all’uomo l’acqua serve addirittura per sopravvivere?

Ho vergogna di vivere in una città dove si chiudono le fontane per incrementare la vendita di bevande a pagamento.

nov 232011
 

I “viniziani” compaiono con frequenza impressionante nelle cronache e nelle analisi politiche che Francesco Guicciardini pubblica con la “Storia d’Italia”.

Si dirà che ciò è inevitabile, dal momento che nel tempo raccontato dal Guicciardini la Repubblica di Venezia è da secoli protagonista centrale dello scenario, unica Repubblica consolidata a livello di Potenza mondiale, in grado di reggere gli assalti e gli intrighi delle monarchie variamente tra loro coalizzate.

Tuttavia è profondamente diverso l’atteggiamento con cui Guicciardini affronta le scelte veneziane e il tono con cui descrive gli atti delle altre Potenze, incluse quelle in cui si è trovato lui stesso a ricoprire ruoli decisionali.

Il tempo che descrive consente all’Autore della “Storia d’Italia” di far combaciare la sua passione repubblicana con l’etica della verità storica. Almeno fino alla sconfitta della Lega di Cambrai, infatti, Venezia è ancora pienamente degna di rappresentare in terra l’Ideale dello Stato. Guicciardini non cessa dunque di additarla come esempio da imitare per la saggezza delle sue Istituzioni e per la plurisecolare concordia generata dal Buon Governo.

Ho selezionato decine di citazioni fra le centinaia di menzioni della Repubblica di Venezia presenti in quest’Opera, che si risolve con l’essere al contempo Storia d’Italia e Storia della Repubblica di Venezia, per la particolare, ammirata attenzione che Guicciardini ha sempre riservato a quella Repubblica.

Leggi la Presentazione e le Citazioni dalla “Storia d’Italia”

nov 132011
 

Approfondiamo l’argomento di Venezia nel Guicciardini con le citazioni sulla Repubblica nel dialogo “Del Reggimento di Firenze”, una delle opere in cui lo statista fiorentino enuncia la sua teoria dello Stato e la sua dottrina politica. Leggendo questa presentazione vedremo come la cortina fumogena della cultura ufficiale, ancora offuscata dalle menzogne della Restaurazione, falsi sia il pensiero repubblicano neoplatonico di Guicciardini che la figura storica del suo alter ego nel Dialogo “Del Reggimento di Firenze”, il Gonfaloniere Bernardo Del Nero.
Leggi il documento in veneziadoc.

nov 102011
 

Inizia la pubblicazione degli articoli relativi alla presenza della Storia di Venezia nelle Opere di Francesco Guicciardini.
L’Autore fu talvolta suo malgrado, in quanto fiorentino e plenipotenziario del Papa, nemico in armi della Serenissima, ma sempre fu ammiratore e propugnatore esplicito della sua Repubblica.

Per comprendere la consistenza e l’importanza del testimoniare storico del Guicciardini sulla Repubblica di Venezia è opportuno innanzittutto rettificare l’immagine dell’Autore.
La figura e il pensiero del Guicciardini sono stati infatti gravemente travisati e confusi dalla critica ottocentesca, De Sanctis in testa.

Abbiamo visto nei “Discorsi sulla Storia Veneta” di Domenico Tiepolo la montatura internazionale della calunnia su Venezia costituire il suo asse attorno ai sette Volumi della “Histoire de la Republique de Venise” (scritta dai saccheggiatori di quella Republique), per poi spandersi a infettare l’ìmmaginario mondiale, attraverso una vasta gamma di mezzi divulgativi, fino ancora ai nostri giorni.
Con Venezia furono (e sono) oggetto di questa forma indegna di censura, praticata attraverso la falsificazione, la denigrazione e la calunnia su larga scala, anche i pensatori e gli storici repubblicani come appunto Guicciardini.
Lui soprattutto, perché principale e autorevolissimo testimone della perfetta legittimità della Repubblica di Venezia a vedere restaurata la propria identità nazionale e territoriale e con maggior diritto di qualsiasi altro Stato europeo.
Lui soprattutto perché lucido e documentato castigatore dei cattivi costumi dei monarchi e della monarchia in genere.

È quindi necessario, prima di vedere cosa Guicciardini racconta su Venezia e sulla Repubblica, restituire al Fiorentino la statura morale, intellettuale ed espressiva che il De Sanctis gli volle sminuire e confondere.
Leggi le rettificazioni alla figura di Francesco Guicciardini
in questo articolo illustrato

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Chiedo dunque a coloro che avessero già letto delle pagine e che vogliano aiutare il processo di liberazione della Repubblica di Venezia, almeno dalle calunnie storiche, a tornare su quelle pagine e cliccare sugli appositi bottoni.

Cordialità