Storia di Venezia

Pagina pubblicata 10 Gennaio 2014
aggiornamento 20 Dicembre 2014

Cristoforo Tentori, Raccolta Cronologico Ragionata
di Documenti Inediti che Formano la Storia Diplomatica
della Rivoluzione e Caduta della Repubblica di Venezia, 1799, XIII

INDICE || Tomo Primo 1788-1796 || Tomo Secondo 1796-1797

   

Storia della Caduta di Venezia , XIII
Sommario Commentato della "Raccolta Cronologica Ragionata..." di Cristoforo Tentori

PARTE SECONDA
Del Progresso della Rivoluzione dal Primo Giugno 1796 al 12 Marzo 1797 (pagg. 173 - 396)

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Storia di Venezia - Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte, una figura spuntata da chissà dove che "terrorizza" con trentamila uomini l'intera Europa, e in particolare il Collegio dei Savj Veneziani... (courtesy of http://ugobardi.blogspot.it).

Cristoforo Tentori apre questa seconda Parte descrivendo le condizioni in cui vengono a trovarsi le contrade della "Veneta Terraferma" dopo il cedimento di Peschiera ai Francesi.

Da pag. 173:

... fu trattata da paese di conquista, le campagne abbandonate alla desolazione, le vigne, gli olivi schiantati, abbruciati ... Ben presto il flagello ... si estese sulle case di campagna del Bergamasco, Bresciano, Cremasco, Veronese, e del Padovano, e Polesine.

In pochi mesi i danni causati dalle soldataglie e dalle requisizioni ammontano a milioni. Le Popolazioni alzano vive proteste al Senato e sono sul punto di insorgere in armi contro i saccheggiatori, sparsi, spesso isolati e tutt'altro che imbattibili.
Interviene il collegio dei Savj facendo carico all'Erario della Serenissima generose rifusioni dei danni.

A questi provvedimenti, che convinsero i rivoltosi allo stato di quiete e confidenza nel "più dolce e umano de' Governi d'Europa ... Seguirono quindi profusioni illimitate, e rassegnazioni le più umilianti, giacchè per lunga pezza si ebbe da' Savj la imbecillità di credere di comprar de' Protettori con delle liberalità personali."(da pag. 173).

I savj dunque non solo trovano nel tanto dichiarato "esausto" Erario Repubblicano di che mantenere una intera armata nemica ma anche di compensare ai privati i danni causati da saccheggi diffusi su un territorio vastissimo.

Quello che è più interessante, in queste decisioni affiora un altro sintomo chiaro e chiave, al fine di comprendere dove e come cadde Venezia.

Storia di Venezia - Sala del Collegio in Palazzo Ducale a Venezia

La Sala del Collegio in Palazzo Ducale a Venezia, da un quadro di Francesco Guardi del 1775-1780 (courtesy of Wikipedia).

I savj stanziano ingentissime somme allo scopo aperto di corrompere gli ufficiali Francesi, pur essendo evidentissimo che ogni nuova "mazzetta" sarà motivazione in più per nuovi saccheggi.

Chiedo di annotare questo ulteriore riferimento del Tentori a pratiche di corruzione. Ne abbiamo già viste, citando a braccio, proposte dall'Ottolin di Bergamo come prassi normale, poi nei bilanci francesi per "farsi degli amici" a Venezia, poi ancora nelle proposte a Napoleone del Provveditor Foscarini e adesso su larga scala, come panacea per ogni male.

I Veneziani sono abituati alla corruzione. Purtroppo questo dato emerge da raffronti con più specialistiche fonti. Chiedo adesso di annotare il dettaglio, perché sarà meglio contestualizzato nelle considerazioni generali che faremo sull'Opera completa del Tentori. (1)

La comunicazione del Provveditor Foscarini in merito all'invasione di Verona, scosse il Senato dalla sua "confidenza" nell'amico Francese.

Già il 2 Giugno 1796, pur essendo Savjo in Settimana proprio quell'Antonio Ruzzini che abbiamo visto "mecenate acerrimo della "Neutralità disarmata" ", il Senato vara provvedimenti urgentissimi:

  • richiamo a Venezia di tutta l'Armata Marittima del Levante;
  • ordine urgentissimo al "General in Dalmazia il N.H. E. Andrea Querini, ed al N.H Capitanio a Capo d'Istria" perché arruolino Truppe;
  • creazione di due Cariche straordinarie: un "Provveditor Generale alle Lagune e Lidi nella persona del N.H. Giacomo Nani K."(2) e un "Commissario Pagador", il N.H. Zaccaria Valaresso.(3)

Da pagina 174 a pagina 177 sono riportate le Lettere Ducali spedite alle varie Autorità coinvolte dai primi due ordini:

  • al "Capitanio in Golfo" il secco e immediato comando di far vela verso Venezia;
  • al "Proveditor General da Mar in Otranto" di far salpare verso la stessa destinazione tutte le navi Venete del Mediterraneo, inclusi i postali che stanno trasportando il nuovo Bailo Veneziano in Costantinopoli, imbarcandovi quante più Truppe e Marinai sia possibile;
  • al Residente di Napoli una brevissima istruzione affinché provveda all'inoltro del Dispaccio al Provveditor da Mar per la via di Otranto;
  • al nuovo "Bailo alla Porta Ottomana Vendramin" un brevissimo ordine di liberare i legni e le milizie di scorta non appena giunto a Costantinopoli e di trattenersi colà in attesa di ordini;
  • al "Pubblico Rappresentante di Capo d'Istria", stringatissimo ordine di affiancare l'inviato Colonnello Michieli nell'immediata raccolta di milizie locali o "Cernide".
Storia di Venezia - Castel Leone a Capodistria

Castel Leone a Capodistria, la fortezza veneziano ira distrutta, in una ricostruzione da vecchi disegni (courtesy of http://www.webalice.it/cherini).

Più lunga e articolata la missiva inviata sempre in quel 2 Giugno 1796 al "Provveditor General in Dalmazia, ed Albania".

Anche questa raccomanda di raccogliere e inviare a Venezia con la massima urgenza il maggior numero di Truppe reclutabili sul Territorio, utilizzando quegli incentivi di ingaggio che saranno valutati i più opportuni a rendere veloci le procedure e numerose le reclute, che dovranno includere i loro Ufficiali.

Il Provveditor Generale deve distaccare un Ufficiale idoneo perché svolga separatamente incarico di "Provveditor Generale alla Provincia dell'Albania Superiore", anch'egli con l'incarico di reclutare nuove Truppe.

Al fine di far giungere le nuove Truppe il più celermente possibile nella Dominante, il Provveditore ha facoltà di utilizzare tutti i navigli anche già adibiti a qualunque altro uso.
Egli deve anche disporre immediatamente il rimpatrio dell' "esperto e benemerito "Sargente maggior di Battaja Cleva (4) per valersi della di lui opera".

Alcuni di questi Dispacci, anche quelli brevissimi, non omettono di accennare in chiusura che la pronta esecuzione degli ordini sarà di giovamento alla carriera di colui che li riceve.
Fanno eccezione quelli al Rappresentante di Capo d'Istria (cui si impone una specie di Commissario nel Colonnello Michieli), al Bailo (che viene lasciato in balia di se stesso a Costantinopoli) e al Residente di Napoli al quale del resto, viene affidato e confidato solo un mero incarico di portalettere.

Alle pagine 177 e 178 troviamo la Ducale, sempre in data 2 Giugno, con cui si installano le Cariche straordinarie di "Provveditor alle Lagune, e ai Lidi" e di "Commissario Pagador", con le loro funzioni.

Storia di Venezia - Stato di allarmi su un vascello veneto

Stato d'Allarmi di un Vascello Veneto armato con 70 cannoni (courtesy of http://arupinum.xoom.it).

Da pagg. 177:

Le correnti circostanze, ed il continuo aumento di Persone Suddite, che dalla Terra Ferma si vanno trasportando in Venezia ... il Senato seguendo l'esempio de' Maggiori tracciato nelle più urgenti circostanze ... delibera.
Che de presenti sia fatta elezione d'un onorevole Nobile nostro di virtù, e di esperienza, che abbia coperto il Carico di Capitanio delle navi o Provveditor d'Armata col titolo di "Provveditor alle Lagune e Lidi".
E perchè l'Eletto possi indistrattamente dedicarsi alla verificazione degli oggetti diretti a mantenere la tranquillità, e sicurezza della Dominante ... sia egualmente fatta di presenti elezione di altro soggetto col titolo di "Commissario Pagador", a cui resta affidata la relativa amministrazione economica.

Gli eletti possono esser tratti da ogni luogo o Carica, e non possono rifiutare l'incarico sotto le medesime pene di chi rifiutasse un incarico ambasciatoriale presso un monarca straniero.
Sia il Provveditore che il Commissario possono conferire direttamente con i Savj di Collegio per accelerare gli ordini urgenti che ritengano necessari.

Il "Provveditor" può precettare in servizio ai suoi ordini l'opera dei Nobili che riterrà utili, e può servirsi delle Forze Militari e Marine nella misura che valuterà necessaria.

Provveditore e Commissario sono autorizzati entrambi a precettare ai loro ordini ogni Funzionario in Servizio e a far creare dal Senato quegli organi aggiuntivi che ritenessero opportuni.

Si impartisce ordine a tutti i Magistrati e Uffici di prestarsi senza alcun ritardo alle richieste che venissero inoltrate dal "Provveditore alle Lagune e Lidi".

Ancora nella sera del 2 Giugno 1796 parte un Ducale indirizzata al Nobile in Francia, contenente un Promemoria da presentare al Direttorio Esecutivo.
Per la sua importanza, tale Promemoria è riportata per intero dal Tentori alle pagine 178 e 179.

Al Nobile in Francia il Senato si dichiara amareggiato dall' "inattesa significazione dal General Buonaparte fatta al Provveditor Generale". Quanto potesse essere "inattesa" tale significazione Napoleonica dai Savj ce lo hanno già raccontato i dispacci del Sanfermo e di molti altri Residenti veneziani alle Corti Europee.

Nel Promemoria vero e proprio, tuttavia, tale amarezza si diluisce, quasi si sdilinquisce in una moina civettuola, in uno scodinzolio a coda bassa... "ma cosa avrò mai fatto di male, Padrone?" direbbe uno dei nostri moderni cagnolini parlanti.

Ma lasciamolo dire al Manin, che è certo più abile di me in quell'arte:
Da pagg. 178 – 179:

Mentre la Repubblica di Venezia tranquillamente riposava sull'ingenue sue massime della più esatta neutralità, e della sincera, e costante sua amicizia verso la Repubblica Francese, restano vivamente trafitti gli animi del Senato dal colloquio del General in Capite dell'Armata Francese in Italia Bonaparte (sic (5)) col Provveditor nostro Generale, indicante un'alterazione delli sentimenti di una amichevole corrispondenza del Direttorio Esecutivo.

Il Napoleone che già saccheggia Verona e il contado, dopo avere razziato il resto del Nord Italia, sta solo vivendo una alterazione dei sentimenti della più cordiale amicizia... A parte questo piccolo screzio fra innamorati, i Savj vogliono vedere come immutata "La perfetta intelligenza in cui ci troviamo col Governo di Francia dal quale abbiamo recentemente avuti grati riscontri del di lui contentamento...".

Non hanno omesso di protestare ad alta voce, i Savj, quando la Fortezza di Peschiera è stata occupata dalle Armi Austriache. Da pag. 179:

... nè possiamo rimproverarci la violenta occupazione fatta dalle Armi Austriache di Peschiera, contro di cui non restava alla Repubblica disarmata, e solo fondata sulla buona fede delle Nazioni sue amiche altro spediente, che la più ampia, e solenne Protesta, e la più efficace ricerca della pronta restituzione, come non ha omesso sul momento di fare.

Quali sfacciate falsità in queste frasi. L'onore Austriaco si è infatti limitato a fornire un ordine di un più alto in grado in conferma del comportamento di un sottoposto. L'Austria non restituisce la Fortezza a Venezia ma, come abbiamo visto, la evacua per lasciarla entrare direttamente in mani Napoleoniche.

L'acrobazia adulatoria chiama a testimone persino l' "ingenuità" del Napoleone, al quale i veneziani sono tuttora pronti a fornire ogni appoggio e sostegno: da pag. 179:

L'ingenuità dello stesso General Bonaparte (sic) potrà rendere nobile testimonianza come ha trovate inermi, e tranquille le Città Venete, nelle quali ha soggiornato, e quale fu l'impegno de' Veneti Governatori, e quali le disposizioni, e il concorso de' Sudditi nell'approntare anche in mezzo alle angustie de' generi ciò si rendeva necessario ai di lui Eserciti.

Storia di Venezia - Sala del Collegio in Palazzo Ducale a Venezia

La Sala del Collegio in Palazzo Ducale a Venezia in una recente fotografia (courtesy of http://palazzo-ducale-venezia.historiaweb.net).

Ciò su cui la volontà Veneta è però soprattutto incrollabile è nel "mantener impertubata colla Francia la più sincera amicizia, e corrispondenza, ... e dimostrazioni de propri sentimenti ... tendenti a sempre più confermare quella perfetta armonia che felicemente sussiste fra le due Nazioni".
Una perfetta armonia resa arcana dal mottetto fra gli oboi dell'idilliaco "adagio" Veneziano e il "forte con vehemenza" del direttore francese...

Merita una considerazione la chiusa indirizzata al Ministro in Parigi, che non trascuri di "ungere" il Ministro degli Esteri francese cui si rivolgerà:
da pag. 179:

Il Ministro della Repubblica di Venezia nel comunicare al Ministro delle Relazioni Esteriori ... si compiacerà di fargli ritrarre anche in questo incontro una gradita prova delle di lui graziose disposizioni.

"Anche in questo incontro" indica ancora una volta la dimestichezza intervenuta in Venezia con il corrompere e il farsi corrompere.

Tomba di Charles Delacroix a Bordeaux

Bordeaux, cimitero de la Chartreuse, busto sulla tomba di Charles Delacroix, il "Ministro delle Relazioni Estere" che i savj raccomandano al Querini di "ungere" (courtesy of Wikipedia).

Giornata decisamente densa, in Pregadi, quel lontano 2 Giugno 1796. Si nominano infatti anche due Deputati che affianchino e dove necessario sostituiscano il Provveditor General in Terra Ferma, l'atterrito Foscarini. Sono deputati al compito i N.N. H.H. Francesco Battaja e Niccolò Erizzo Primo (Andrea).(6)

Tentori riporta, alle pagg. 180 – 181, la comunicazione al Provveditor della nomina di questi suoi due nuovi aiutanti speditagli, unitamente ai due aiutanti, sempre in quella sera del 2 di Giugno.

Tale Comunicazione si apre informando il Foscarini del Promemoria spedito ai Francesi in seguito al "discorso" intervenuto fra il Provveditor e il Buonaparte; Promemoria che gli viene allegato.

Al fine di evitare la minacciata rottura della Pace, considerata sommo essenziale riguardo degli Interessi Pubblici, si ritiene dal Governo di "... congiungere alla vostra indefessa sollecitudine, ed attività la cooperazione de' due Savi del Collegio Francesco Battaja, e Niccolò Erizzo primo, forniti delli più desiderabili doni di Virtù, e di prudenza;".

Questi due nuovi Deputati debbono, approfittando della presenza in Verona del General Buonaparte, conferire con lui assieme al Foscarini stesso o anche da soli, secondo che l'opportunità del momento consigli. Tale abboccamento è al fine di:
da pag. 180:

... significar al suddetto Comandante la ferma nostra fiducia, che persuaso egli della nostra rettissima volontà, e degl'ingenui sentimenti di reale amicizia, ed osservanza, che si professano alla Repubblica Francese, siano per rinvenirsi modi, onde dissipare quei dubbi, ... con quelle ulteriori dimostrazioni, che sono in nostro potere; e che manifestino per parte della Repubblica nostra il vivo impegno di mantenersi in una costante amicizia, e perfetta corrispondenza con quella di Francia.

Si ribadisce quindi al Foscarini quanto al "Pubblici riguardi" interessi soprattutto "la tranquillità dello Stato, e dei Sudditi". Lo si elogia per la pronta condotta nella resa di Verona e lo si esorta a utilizzare le presenti risorse e quelle che in futuro gli saranno messe a disposizione, per soddisfare i bisogni della Popolazione e dell'invasore.

Il Dispaccio riprende poi il tema dei due Deputati aggiunti, elogiandoli brevemente e disponendo la loro partenza per Verona per la sera stessa.
Si precisa che loro compito prioritario è di "procurarsi una pronta intervista col General in Capite dell'Armata Francese in Italia Buonaparte, dovunque egli fosse, o congiunti col Proveditor Estraordinario, o separati da esso secondo che le circostanze esigessero, ... ".
Essi devono spiegare a Napoleone, da pag. 181:

... che l'immediata loro spedizione dalla Dominante era una evidente prova di quanto interessava la Repubblica Nostra di mantenere continuata, ed inviolabile l'amicizia con quella di Francia, studiandosi con adattati e prudenti modi di ritrarre dalla di lui voce ciò, che nelle presenti circostanze potesse essere confluente mantenere quella perfetta corrispondenza fra le due Repubbliche, che tanto impegna li animi nostri.

Ancora un esplicito riferimento a ricercare modi di compiacere e di corrompere l'invasore prevenendo i suoi possibili desideri dal tono della voce...

I deputati sono autorizzati, in loro discrezione, a far leggere a Napoleone il Promemoria inviato al Direttorio.

Li si invita infine ad avvalersi, se possibile, della mediazione di un Diplomatico Spagnolo, già a sua volta presentemente impegnato, pare con qualche successo, in trattative con il Napoleone, tale "Cavalier Azara". (7)

Il Dispaccio al Provveditor Foscarini porta la firma di "Andrea Alberti Segretario".

A stendere un velo tutt'altro che roseo sulla auspicata "perfetta corrispondenza fra le due Repubbliche", proprio il giorno dopo, 3 Giugno 1796, il Collegio riceve una comunicazione del Tribunale degli Inquisitori, i cui informatori riportano intenzioni Napoleoniche assai bellicose.
Da pag. 181-182:

Nella vigilanza, nella quale continuano incessantemente gl'Inquisitori di Stato loro perviene da persona zelante, e di fede, e premura per Governo, che da suddito suo confidente o fedele gli fu portato a notizia, che il General Buonaparte fortunato ne' suoi successi mediti con suppianti la rottura della nostra neutralità.

La puerilità di questa informazione, dopo che Napoleone aveva gia "soppiantato" i Veneziani in Peschiera e Verona, fa pensare che possa provenire da uno degli agenti doppiogiochisti filo-francesi, al preciso scopo di avallare e intensificare il bluff Napoleonico.
In pratica riporta già la risposta alle domande dei Savj su cosa potesse compiacere il Napoleone. Da pag. 182:

Storia di Venezia - La fortezza di Legnago in un disegno attribuibile ai primi decenni del 1500

La fortezza di Legnago in un disegno attribuibile ai primi decenni del 1500 (courtesy of http://www.fondazione-fioroni.it).

Che vuole impadronirsi della Fortezza di Legnago come agevole ... per la conquista di Mantova; ma eziandio per rendersi arbitro della Navigazione dell'Adige.
... medita di avanzar una Colonna di Truppe in tutte le situazioni, che possano far argine alla venuta nello stato di Truppe Austriache.
...minaccia Egli la Dominante ma solo per punto di avantaggio, e per ridur il Senato alla requisizione di grandiosa somma di soldo, ed alla contribuzione dell'occorrente a lui di foraggj ed altro.
...
Che in un Dialogo da lui fatto con Salìceti, ... minacciava lì Veneziani, e che se non si adatteranno a condiscendere alle sue richieste, anderà a ritrovarli a Venezia, conoscendo, disse, topograficamente da qual parte possa entrare.

Questa inquietante comunicazione non impressionò molto i Savj, che la archiviarono nella solita Filza, senza comunicarla al Senato.

Sapeva infatti bene il Napoleone quale fosse la parte da cui entrare in Venezia, essa non era però un luogo fisico, topografico, ma un luogo umano, una debolezza intrinseca lungamente preparata fra i quadri della Repubblica. Un varco che tuttavia non si era ancora maturato e aperto a sufficienza, né sarebbe stato agibile prima di un altro anno ancora.

Nel frattempo i Savj Battaja ed Erizzo, giunti a Verona, sono informati che il Napoleone ha Quartier generale in Roverbella nei dintorni di Mantova, e vi si dirigono con tutta l'impellenza connaturata al loro incarico "Estraordinario".(8)

Vedremo nella prossima pubblicazione il resoconto di quel loro viaggio, in un lungo Dispaccio trasmesso a Venezia con data in Verona delle "ore 12 del giorno 5 Giugno 1796".

Umberto Sartori

Storia di Venezia - Il Paradiso dipinto dal Tintoretto sulla parete del Trono nella Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale a Venezia

Il Paradiso dipinto dal Tintoretto sulla parete del Trono nella Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale a Venezia.
Ecco l'illusione in cui si cullavano i Senatori Veneti, di avere acquisito il diritto al Paradiso per meriti ancestrali. Illusione quanto mai funesta. (courtesy of http://palazzo-ducale-venezia.historiaweb.net).


Note

Nota 1 - Un fattore spesso trascurato nella descrizione degli ultimi cento cinquant'anni di Repubblica a Venezia è quello legato alla corruzione.
Certo sono moltissimi gli Autori che vi accennano, solitamente in riferimento ai più evidenti riflessi nel costume popolare e aristocratico. La Restaurazione ha persino imperniato sulla corruzione e il degrado Settecentesco, la colossale falsificazione storica anti-repubblicana nota col fosco nome romantico di "Leggenda Nera di Venezia".

Le notizie su questo argomento sono però solitamente sfumate, folkloristiche, pittoresche, maliziose, intriganti, in una parola, "letterarie".
Dai documenti e dalle osservazioni del Tentori, invece, fa capolino più volte una realtà diversa da quella dei "Casini", dei "Riduti" e delle donnine leggere. La realtà della corruzione nel senso proprio di sopraffazione del Bene Pubblico da parte di quello privato.

Innescati da queste allusioni che rileviamo già alcune volte nella prima Parte, si può purtroppo precisare con fonti specialistiche che lo Stato Repubblicano Veneto già nella tarda prima metà del Settecento era infettato di una corruzione gravissima.
Tale corruzione prendeva forme diverse nel Dogado e nei Possedimenti. Conclamata e quasi plateale a Corfù come ce la descrive Cesare Vivante nel suo assai ben documentato racconto "La Memoria dei Padri", più subdola e complessa in Venezia e nei suoi rapporti con i vicini Domini di Terraferma.

Durante tutto il periodo della "Neutralità Armata", in realtà qualcuno già opera un "disarmo in proprio", deviando il denaro pubblico dalla sua destinazione alle proprie tasche. È l'escalation di questo fenomeno che trasformerà quasi automaticamente la "Neutralità Armata" in "Disarmata".
Crescevano intanto a dismisura le fortune di alcuni, che presero a essere chiamati i "paroni de Venessia", specie, per quanto mi è dato al momento di comprendere, assai mista di latifondisti-manifatturieri innovatori, di avventurieri, di aspiranti monarchici, di sionisti e di loro fiancheggiatori.

Nota 2 - Giacomo Nani Tra i primi a leggere lucidamente e denunciare gli effetti politici della corruzione morale già alla metà del Settecento, si era ritirato a Studi di Storia Militare da qualche anno, quando fu chiamato a questo estremo incarico, che cercò di svolgere correttamente, ma inutilmente, dal momento che l'intera macchina difensiva ormai era in balia dei congiurati o allo sbando. Morì qualche mese prima della caduta di Venezia.

Nota 3 - Zaccaria Valaresso. Non trovo tracce di questa persona, ma Tentori lo cita tra gli Inquisitori nel 1795. Se il Nani è un capro espiatorio, questo Zaccaria è il suo uomo di controllo, come il Sanfermo col Foscarini.

Nota 4 - Cleva è figura di Comandante navale che aveva partecipato a miracoli di valore della Marineria Veneta negli anni attorno al 1790, come apprendiamo in alcune Lettere a Marco Foscari).
Da pag. 49, lettera di:

Angelo Muttoni. Venezia, 22 luglio 1790.
Col dispaccio del procurator Emo si sa che il capitan Comello con la sua polacca armata di pochi cannoni e 13 uomini d’equipaggio, fu attaccato da sciabecco tunesino di 14 cannoni e 150 uomini; ebbe la bravura di difendersi, non solo, ma fugare e dar caccia al nemico, finché li convenne andare al Zante per accomodarsi e provvedersi di polvere e palle somministrategli da esso kavaliere, che proseguiva il suo viaggio per Smirne.
Anche per l’armi pubbliche v’è un trionfo. Con dispaccio del nobilhomo Condulmer, per combinazione da me letto, si ha che li sfazioti e li garbini disturbati nel loro commercio dalla flotiglia comandata dal ora brigadier Cleva hanno fabbricato sei mezze gallere, o siano sciabecchi, armate della loro più ardita canaglia con doppio armo e forza, e le hanno spedite a distruggere la nostra squadriglia.
Nelli bassi fondi di Sfax ritrovarono la galiota Diana ed in qualche distanza l’altra l’Amazone montata dal comandante Cleva, in più lontananza poi il sciabecco corsiere preda fatta dal Condulmer da un anno e mezzo circa, e da esso armato in corso con 4 cannoni di callibro da 14 sproporzionati al bastimento, ma per necessità adoperati avendoli levati da grosso suo sciabecco.
Attaccarono con furore li tunessini le due galiotte, e nella Diana col pennone lanciarono sessanta uomini in un bastimento di piccolo corpo. Il valore del capitan Franzinovich e la bravura de’ suoi schiavoni in un baleno li massacrarono, e si fecero essi aggressori.
Quando sopragiunto opportunemente il corsiere col suo cannone da 14 li sbaragliò, e riuscì a’ nostri di colar a fondo due delle mezze galere, una abbruciarne, e le altre tre si salvarono grandemente maltratate, con loro perdita di 300 uomini, tra quali 4 rais o siano capitani. Questa si può chiamar vitoria gloriosa per la disparità del numero, grandezza e forza del nemico, ed il bravo vecchio Cleva in tal modo ringrazia il suo sovrano per la recente di lui promozione.

Storia di Venezia - José Nicolás de Azara

José Nicolás de Azara (courtesy of Wikipedia).

Nota 5 - Annoto che in questo Promemoria contrariamente a tutti gli altri Dispacci visti sin qui, il Buonaparte viene chiamato con il cognome "Bonaparte", recentissimo, avendo egli apportato la francesizzazione subito prima della partenza per la Campagna d'Italia, in occasione forse del Matrimonio con Giuseppina.

Nota 6 - Questo Niccolo Erizzo era figlio del suo omonimo che era stato tra i principali compari del Tron nelle sue losche faccende. Lo aiutò anche nella difficile questione del Segretario Gratarol. Sembra essere strettamente collegato ai "commando sionisti" da Corfù descritti dal Vivante nella sua opera "La Memoria dei Padri" già citata.
A differenza del Tron, che presumibilemente si faceva corrompere e all'occorrenza taglieggiava gli Israeliti, gli Erizzo li favorirono e difesero più volte. Entrambi i Niccolò Erizzo furono tra i principali acquirenti dei beni immobili di cui il Tron andava spossessando Monasteri e Conventi.

Nota 7 - José Nicolás de Azara. Condivide la passione per le collezioni d'arte e il mecenatismo con il savjo Girolamo Zuliani, quello che il Tentori chiama "il padre di tutte le nullità", e con vari altri protagonisti minori e maggiori delle vicende dell'epoca.

Nota 8 - Il Foscarini ricuserà di recarsi personalmente dal Napoleone per ragioni di salute e per gravi impegni in città. Farà accompagnare i Savj dal Circospetto Rocco Sanfermo, come ho potuto appurare oggi 20 Dicembre 2014 nel corso di ricerche all'Archivio di Stato di Venezia (Senato/Dispacci/Provveditori/busta 116)

Dispaccio del Provveditor Foscarini n. 22 data 4 Giugno 1796:

Seguiti dal Circospetto Segr. Sanfermo gli Ecc.mi Savj hanno in questa mattina verificata la visita al Gen.le Massena... . Istruiti dal medesimo che il General Buonaparte si trovava all'attacco di Mantova già cominciato sin da jeri, presero subito il cammino alla volta di Roverbella...
...
Li ho fatti peraltro seguire dal Circospetto Sanfermo che istrutto di tutto l'andamento delle cose potrà corrispondere a desideri di Loro E.E. in tutto ciò trovassero necessario avvalersi dell'opera sua.


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