Storia di Venezia

Pagina pubblicata il 18 Luglio 2014

18 aprile 1797: Trattato Preliminare di Pace
concluso a Leoben tra l’Austria e la Francia
con XI articoli separati e segreti

Preliminari || Clausole segrete || Storia della caduta di Venezia, Sommario

   
Storia della Caduta di Venezia - Firma del Trattato di Leoben

Storia della Caduta di Venezia: Napoleone a Leoben si accorda con l'Austria per la spartizione dei Territori Veneti, elaborazione grafica da un dipinto di Guillaume Guillon Lethière (courtesy of Wikimedia).

|| Va al Trattato di Sant'Eufemia del 27 Maggio 1796 ||

Presentazione del Trattato di Leoben

Con il Trattato di Leoben si ufficializza la collaborazione Austro-Francese ai danni dell'Italia, e in particolar modo dello Stato di Venezia e dello Stato della Chiesa.

Ufficialmente, a Leoben, i contraenti sono le due Nazioni, ma vi sono documenti che provano come in realtà queste trattative coinvolgessero tutte le Potenze Europee, a esclusione delle due vittime.(1)

Non sono ancora in grado di fornire una presentazione esaustiva e documentata del grande intreccio di interessi evidenti e occulti di cui i Preliminari di Leoben costituiscono una tappa significativa, in quanto sto appena cominciando a collazionare le fonti. Mi propongo quindi di ampliare e integrare questa prima essenziale Presentazione con il proseguire dei miei studi.

Al momento, possiamo osservare alcuni fattori.

  • Napoleone ha inseguito un fin troppo arrendevole esercito Austriaco fino alle valli della Carinzia, dove adesso si trova di fronte il corpo centrale dell'Armata nemica e accerchiato da popolazioni in armi su un territorio montagnoso estremamente difficile per ogni esercito non nativo dei luoghi.
  • Pare che il Bonaparte godesse di un qualche generico accredito diplomatico, ma le patenti e le istruzioni ufficiali per le trattative con l'Austria erano assegnate al Generale Clarke, che però al momento si trova a Torino, impegnato a sua volta in colloqui diplomatici con gli Ambasciatori residenti in quella Corte.
  • Napoleone farà leva sulla sua preoccupante situazione logistica per dichiarare al Direttorio di aver assunto veste contrattuale senza attendere il Clarke, o una esplicita patente, per impellenti ragioni di ordine militare ("Correspondance de Bonaparte", Vol II p. 561, dagli "Annali d'Italia" di A. Coppi, vol 2, pag. 188).
  • Sappiamo da altre fonti (Annali d'Italia di A. Coppi, vol 2, pag. 181) che già dal Maggio 1796 il Direttorio premeva su Napoleone per una veloce fine della campagna, stante la disastrosa situazione economico-finanziaria della Francia, e tale pressione sul Corso era stata rinnovata a Settembre.
  • La situazione a Parigi è instabile. Nel periodo che intercorre tra i "Preliminari" segreti di Leoben e il Trattato ufficiale di Campoformio, Napoleone invierà Augereau con una Divisione a Parigi per farsi "garante della Repubblica". Carnot e Barthelemy saranno proscritti (sostituiti nel Direttorio da Merlin de Douai e Francois de Neufchateau), e questo causerà anche l'allontanamento del Clarke, ritenuto uomo di Carnot; il Ministero degli Affari esteri passerà da Delacroix a Talleyrand; saranno altresì proscritti 52 legislatori, 32 redattori di Gazzette e molti Militari e Magistrati.

Una delle prime questioni diplomatiche che si ponevano a Leoben era il riconoscimento da parte dell'Austria della Francia Repubblicana, ma Napoleone con grande abilità cancellò il problema con una frase "poetica":

La Repubblica non voler essere riconosciuta. Essere la medesima nell'Europa ciò che era il Sole sull'orizzonte. Guai a coloro che non lo volevano vedere, e non ne volevano approfittare" (Correspondance de Bonaparte, Vol II p. 556 -7, dagli "Annali" del Coppi, pag. 186).

Di fatto, quindi, il Trattato di Leoben fu stipulato non dall'Austria con la Francia, ma da un insieme di forze e Nazioni con il Generale e futuro Imperatore Napoleone Bonaparte.
Egli è il solo negoziatore firmatario da parte francese, mentre da parte imperiale figurano due elementi di secondo piano, un Generale Austriaco e un Ambasciatore del Regno di Napoli. Quest'ultimo sarà dapprima rifiutato da Napoleone, ma infine accettato.

Umberto Sartori


Nota 1 - Per quel che riguarda la caduta di Venezia dallo stato di repubblica, però, sappiamo dalla "Raccolta Cronologico-Ragionata" dell'abate Cristoforo Tentori che almeno dal Gennaio 1797 il servizio informazioni del Tribunale degli Inquisitori aveva segnalato con alto indice di certezza lo svolgersi di proposte tra Francia e Austria in cui i Territori Veneti formavano oggetto di scambio.
Il medesimo servizio informazioni in realtà aveva cominciato a segnalare le ipotesi di "Olandesizzazione" delle Venezie già molti mesi prima nei Dispacci del Querini di Settembre e Novembre 1796 (cfr. Pubb. XXXIV).
Che lo smembramento degli Stati Veneti fosse tra gli obiettivi delle Nazioni Europee, del resto, lo aveva già puntualmente segnalato nel suo Dispaccio del 5 Aprile 1795 l'ineffabile segretario Rocco Sanfermo, appena dopo avere svolto mansione di mallevadore nell'Alleanza Franco-Prussiana a Basilea.

Riguardo lo Stato della Chiesa sappiamo solo, grazie alle "Lettere dall'Italia" del Commissario francese Gaspard Monge, che il Papa veniva disinformato sul reale andamento della guerra, e che almeno due volte fu illuso su una avvenuta sconfitta del Napoleone, una in concomitanza della discesa dell'Alvinzy, e una proprio in contemporanea all'invasione delle valli alpine che portano a Leoben.

In realtà l'Austria in entrambi i casi rafforzò sia gli effettivi dell'Armata Napoleonica che i suoi armamenti. Con la sola resa di Mantova Napoleone entrava in possesso di oltre 500 pezzi d'artiglieria.
Ai 25.000 prigionieri delle campagne contro Alvinzy, se ne aggiunsero 6600 nella campagna che prese il via con la Battaglia del Tagliamento.

Che Napoleone riarruolasse i prigionieri anche con la forza è cosa che abbiamo dimostrato logicamente nei commenti alla "Raccolta Cronologica" del Tentori (cfr. parte finale della Pubb. XXXII), e che abbiamo trovato confermata nel dispaccio da Milano di un agente degli Inquisitori, nella medesima "Raccolta".

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Trattato preliminare di pace concluso a Leoben tra l’Austria e la Francia il 18 aprile 1797,
con XI articoli separati e secreti

Articoli preliminari di pace

S. M. l’imperatore re d’Ungheria e di Boemia ecc. e il Direttorio esecutivo, in nome della Repubblica francese, animati dallo stesso desiderio di por fine ai mali della guerra, con una pace pronta, giusta e durevole, convennero negli articoli preliminari seguenti :

Amicizia
Art. I - Vi sarà amicizia e buona intelligenza tra S. M. l’imperatore e re, e la Repubblica francese: da oggi cesseranno le ostilità tra le due potenze.
Cerimoniale
Art. II - S. M. l’imperatore e re, e la Repubblica francese conserveranno fra loro lo stesso cerimoniale, circa al rango ed alle altre etichette, ch’era seguito tra l’imperatore e la Francia prima della guerra attuale.
Tranquillità interna
Art. III - S. M. l’imperatore e la Repubblica francese s’impegnano di far quanto sarà in loro potere per contribuire alla tranquillità interna dei due stati.
Congresso da radunarsi a Berna
Art. IV - Le due parti contraenti, invieranno al più presto dei plenipotenziarj nella città dì Berna, per trattarvi e concludere nello spazio dì tre mesi o più sollecitamente se sì può, la pace definitiva tra le altre potenze: a questo congresso saranno ammessi i plenipotenziarj degli alleati rispettivi, se aderiscono all’invito che loro verrà fatto.
Base del trattato coll’impero
Art. V - S. M. l’imperatore desiderando che la pace si ristabilisca tra l’impero germanico e la Francia, e il direttorio esecutivo volendo egualmente testimoniare a S. M. imperiale la propria brama di stabilir essa pace su basi solide ed eque, convergono nella cessazione delle ostilità tra l’impero germanico e la Francia, a cominciare dal giorno d’oggi. Sarà tenuto un congresso, formato dai rispettivi plenipotenziarj per trattare e concludere la pace definitiva tra le due potenze sulla base dell’integrità dell’impero germanico.
Cessione del Belgio
Art. VI - S. M. l’imperatore e re rinuncia a tutti i suoi diritti sulle province belgiche conosciute sotto il nome di Paesi Bassi austriaci, e riconosce i limiti della Francia stabiliti dalle leggi della Repubblica francese: tale rinuncia è fatta alle seguenti condizioni.
  • 1 - Che tutti i debiti ipotecarj che si riferiscono al suolo dei paesi ceduti, saranno a carico della Repubblica francese.
  • 2 - Che tutti gli abitanti e possessori delle province belgiche che vorranno uscir dal paese saranno tenuti ad annunciarlo tre mesi dopo la pubblicazione del trattato di pace definitivo, ed avranno il tempo dì tre anni per vendere i loro beni mobili ed immobili.
  • 3 - Che la Repubblica francese fornirà dopo la pace definitiva un equo indennizzo a S. M. l’imperatore e re.
Restituzione delle conquiste
Art. VII - La Repubblica francese per sua parte restituirà a S. M. imperiale quanto possiede degli stati ereditarj della casa d'Austria, non compresi nel dominio delle province belgiche.
Sgombro delle province austriache
Art. VIII - Le armate francesi sgombreranno, subito dopo la ratifica fatta da S. M. imperiale dei presenti articoli preliminari, le province austriache da esse occupate, cioè la Stiria, la Carintia, il Tirolo, la Carniola e il Friuli.
Prigionieri di guerra
Art. IX - I prigionieri di guerra saranno rispettivamente resi dopo la ratifica dei preliminari, ai differenti punti che saranno designati da una parte e dall’altra.

Noi sottoscritti in virtù dei pieni poteri di S. M. l’imperatore e re, e della Repubblica francese, abbiamo concluso i presenti articoli preliminari di pace, i quali resteranno secreti fino allo scambio delle ratifiche nelle dovute forme, nel termine d’un mese, e al possibile più presto, lo che accadrà nella città di Udine.

Fatto al castello d’Echenvald presso Leoben il 18 aprile 1797 / 29 germinale, anno 5 della Repubblica francese.

Il Marchese del Gallo.

Bonaparte

Il Conte di Meerveld, general-maggiore


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Articoli Preliminari Segreti

S. M. l’imperatore e re e la Repubblica francese convennero negli articoli seguenti:

Cessione dì una parte della Lombardia austriaca per una parte degli stati veneziani
Art. I - Che, malgrado il disposto dall’articolo VII dei preliminari di pace stipulati fra le potenze contraenti sotto la data di questo giorno, S. M. l’imperatore rinuncia alla parte de’ suoi stati in Italia al di là della destra dell’Oglio, e alla riva destra del Po, a condizione che S. M. imperiale sarà indennizzata di tale cessione, come di quelle fatte all’art. VI dei preliminari, per la parte della terraferma veneziana compresa tra l’Oglio, il Po, il mare adriatico e gli stati ereditarj, come per la Dalmazia e l’Istria veneziana; e per tale acquisto gli impegni contratti dalla Repubblica francese dinanzi a S. M. imperiale, coll’articolo VI dei preliminari, restano soddisfatti.
La Francia rinunzia alle legazioni, ma acquista una parte degli stati veneziani
Art. II - La Repubblica francese rinuncia per sua parte ai suoi diritti sulle tre legazioni della Romagna, di Ferrara e di Bologna cedute alla Francia col trattato di Tolentino riservandosi tuttavia la fortezza di Castelfranco con un circuito la di cui area che non potrà esser minore della portata del cannone, sarà eguale dalle sue mura sino ai confini dello stato di Modena. La parte degli stati della Repubblica di Venezia, compresa tra l’Adda, il Po, l’Oglio, la Valtellina ed il Tirolo apparterrà alla Repubblica francese.
Guarentigia degli acquisti nel Veneto
Art. III - Le due parti contraenti si riservano e guarentiscono l’una all’altra i detti stati e paesi acquistati sulla terraferma veneziana.
Tre legazioni cedute a Venezia
Art. IV - Le tre legazioni della Romagna, di Ferrara e di Bologna cedute dalla Repubblica francese, saranno accordate alla Repubblica di Venezia come indennizzo di quella parte dei suoi stati di cui si è parlato nei tre articoli precedenti.
Commissarj per l’accordo con Venezia
Art. V - S. M. l’imperatore ed il Direttorio esecutivo della Repubblica francese andranno di concerto per togliere tutti gli ostacoli che potessero opporsi alla pronta esecuzione degli articoli precedenti, e nomineranno a questo effetto dei commissarj o dei plenipotenziarj che saranno incaricati di tutti gli accomodamenti necessarj per mettersi in accordo colla Repubblica di Venezia.
Restituzione di Mantova ecc. all’Austria
Art. VI - La fortezza di Palmanova, Mantova, Peschiera, Porto Legnago, e i castelli di Verona, d’Osoppo e di Brescia, attualmente occupati dalle truppe francesi, saranno rimessi a S. M. l’imperatore dopo lo scambio delle ratifiche del trattato di pace, o più presto, se ciò potrà comporsi di comune accordo.
Lavori e artiglierie delle fortezze
Art. VII - Le opere delle dette fortezze saranno rese nello stato in cui si trovano al di d’oggi, e quanto all’artiglieria, le piazze veneziane saranno rese con quelle rinvenute al momento della loro occupazione, e la piazza di Mantova con 120 pezzi d’artiglieria d’assedio.
Formazione d’una Repubblica indipendente in Lombardia.
Art. VIII - Le due potenze contraenti convengono che la parte degli stati d’Italia ceduta da S. M. l’imperatore e re nel primo degli articoli secreti, e la parte degli stati veneziani ceduta alla Repubblica francese, coll’articolo II, formeranno ormai una Repubblica indipendente.
Modena, Reggio e Massa-Carrara
Art. IX - S. M. imperiale non si oppone punto agli accomodamenti che ebbero luogo fra la Repubblica francese e il serenissimo duca di Modena relativamente alle ducee di Modena, Reggio e Massa-Carrara, a condizione che la Repubblica francese si unisca con S. M. l’imperatore per ottenere la pace generale e quella dell’impero germanico, e una compensazione equivalente in favore del detto duca di Modena e degli eredi legittimi.
Privilegi e debiti dei paesi scambiati
Art. X - I paesi rispettivamente scambiati in virtù degli articoli precedenti, conserveranno i loro privilegi, e i debiti ipotecarj su di essi saranno in ragione di territorio, e resteranno a carico dei nuovi possessori.
Emigrazione
Art. XI - Tutti gli abitanti dei detti paesi che vorranno abbandonargli, saranno liberi di farlo, ma dovranno dichiararlo nello spazio di tre mesi dal preso possesso, e verrà loro accordato il termine di tre anni per vendere i loro mobili ed immobili.

Noi sottoscritti in virtù dei pieni poteri di S. M. l’imperatore e della Repubblica francese, abbiamo sottoscritto i presenti articoli secreti che avranno la stessa forza quale se fossero stati inseriti parola per parola negli articoli preliminari, e che saranno ratificati e scambiati contemporaneamente.

Fatto al Castello di Eckenwald presso Leoben il 18 aprile 1797 29 germinale, anno 5 della Repubblica francese.

Il Marchese del Gallo.

Bonaparte

Il Conte di Meerveld, general-maggiore

 

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Edizione HTML a cura di Umberto Sartori